
Depurazione acque reflue
Trattamento acque da lavorazione di idrodemolizione.
L’acqua è un bene comune da salvaguardare ad ogni costo ed è essenziale in tutti i settori, da quello civile a quello industriale. Nel settore dell’edilizia è di primaria importante per gli impasti, i lavaggi e, soprattutto nell’ultimo mezzo secolo, per l’idrodemolizione. Quest’ultima si può spiegare, in breve, come la capacità di asportate qualsiasi materiale mediante l’impatto che esercita un flusso d’acqua ad alta velocità sulle superfici trattate.
Nel settore edile la tecnologia dell’idrodemolizione viene utilizzata per la rimozione del calcestruzzo ammalorato, di intonaci e vernici, e per gli irruvidimenti necessari all’aggrappo di altri materiali.
Il processo di idrodemolizione implica l’attingimento di acqua da fonti naturali quali fiumi, torrenti, bacini, etc. o il prelievo diretto da acquedotti; mediante pompe a pistoni, l’acqua viene trasformata in un flusso compatto ad alta pressione convogliato mediante specifiche tubazioni all’utensile finale (ugello).
Dopo l’impatto sul materiale e quindi l’asportazione di una parte di esso l’acqua, per effetto della gravità, scende verso il punto più basso miscelata a cemento, inerti, componenti chimici e polveri inquinate.
Parte di questi sedimenti sono di origine naturale altri, invece, risultano essere inquinanti e, oltre a generare impatto visivo dato da scie o pozze biancastre che scendono dal cantiere verso valle, portano all’inevitabile contaminazione dell’acqua re immessa nell’ambiente.
Jetblast si pone come obiettivo per ridurre l’impatto ambientale, rendere le lavorazioni ecosostenibili e rispettare i principi dell’ecologia di progettare, realizzare ed installare sistemi di depurazione.
Questi sistemi non si limitano alla semplice filtrazione grossolana dell’acqua utilizzata ma effettuano un vero e proprio trattamento di sedimentazione chimico/fisica controllato prima di reimmetterla nell’ambiente o prima di riutilizzarla a circuito chiuso, prelevando dalla fonte solo la quantità minima d’acqua necessaria a compensare la quota dispersa nell’aria per effetto della nebulizzazione dei getti in alta pressione.
Gli impianti di depurazione vengono dimensionati in funzione della portata utilizzata; possono essere posizionati nei luoghi di lavoro e successivamente rimossi a fine cantiere, possono essere costruiti in loco sfruttando la morfologia dell’ambiente applicando le protezioni necessarie ad evitare qualsiasi infiltrazione nel suolo. Nel caso di lavorazione su estradossi risulta semplice convogliare i flussi d’acqua provenienti dalle attrezzature di idrodemolizione indirizzandoli verso l’impianto di depurazione mentre, nella lavorazione degli intradossi, è necessario creare degli avvallamenti di raccolta e alimentare l’impianto mediante l’installazione di pompe centrifughe ad immersione.




